CROATO, SERBO, BOSNIACO E MONTENEGRINO
Una scelta linguistica che incide sulla qualità della comunicazione
Quando un’azienda entra in contatto con Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina o Montenegro, una delle prime domande pratiche è questa: quale lingua conviene usare?
La risposta non è sempre uguale. Dipende dal Paese, dall’area, dal destinatario, dal tipo di documento e anche dalla percezione che il testo deve trasmettere.Per questo IPD VERBUM offre non solo traduzioni professionali, ma anche un supporto concreto nella scelta della variante linguistica più adatta.
Perché facciamo la differenza?
Quando si lavora con Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro, non basta dire genericamente “serbo-croato”.
Dal punto di vista linguistico, esiste una base di comprensione reciproca molto ampia.
Ma dal punto di vista professionale, commerciale e culturale, oggi è spesso più corretto distinguere tra croato, serbo, bosniaco e montenegrino, cioè tra standard linguistici diversi, con differenze riconoscibili nella terminologia, nelle preferenze d’uso, nella formulazione e, in alcuni casi, anche nella scrittura. Dopo la dissoluzione della
Jugoslavia, gli standard nazionali si sono consolidati ulteriormente.
Per un’azienda, questa distinzione non è teorica. Incide sul modo in cui un testo viene
percepito dal destinatario.
In molti contesti, usare una variante linguistica poco adatta significa presentarsi in
modo meno preciso, meno locale o meno credibile.
La scelta della lingua in Bosnia-Erzegovina richiede attenzione
In Bosnia-Erzegovina le lingue ufficiali sono bosniaco, croato e serbo.
Questo però non significa che, nella pratica, sia indifferente usare una variante
o l’altra in ogni situazione.
A seconda della regione, del contesto istituzionale, del target commerciale o del
pubblico di riferimento, può essere più opportuno utilizzare il croato, il serbo o il bosniaco. La scelta corretta dipende dal destinatario concreto del testo
e dal modo in cui si vuole essere percepiti.
Per questo possiamo offrire anche un supporto
preliminare di orientamento linguistico:
non solo la traduzione, ma anche una valutazione su quale variante utilizzare per
comunicare in modo più appropriato in Bosnia-Erzegovina.
Serbo in caratteri latini o cirillici?
Anche per il serbo la scelta non è sempre neutra.
Il serbo utilizza sia alfabeto cirillico sia alfabeto latino. In Serbia il cirillico mantiene
una forte rilevanza ufficiale e simbolica, mentre il latino è comunque usato
e compreso in molti contesti.
Per un’azienda, quindi, la domanda non è solo “tradurre in serbo?”, ma anche: è più
adatto usare il latino o il cirillico per questo pubblico,
questo canale e questo obiettivo?
Possiamo aiutare il cliente a impostare correttamente anche questo aspetto, in base al
contesto comunicativo e al destinatario.
Differenze linguistiche reali, da gestire con criterio
Tra croato, serbo, bosniaco e montenegrino le differenze non sono tali da impedire la
comprensione reciproca, ma sono reali e riconoscibili. Riguardano soprattutto
terminologia, preferenze d’uso, formulazioni sintattiche, lessico e convenzioni
redazionali.In un contesto professionale, queste differenze contano.
Un testo può essere formalmente comprensibile e tuttavia risultare non adatto al mercato o al pubblico a cui è destinato.
Per questo trattiamo con attenzione la scelta della variante linguistica,
soprattutto quando il contenuto deve essere usato per:
• Vendita di prodotti
• Documentazione tecnica
• Istruzioni d’uso
• Contenuti web
• Comunicazione commerciale
•Rapporti con clienti, partner o distributori locali
Un supporto utile anche nella fase decisionale
IPD VERBUM si mette a disposizione non solo per tradurre, ma anche per aiutare il
cliente a definire la soluzione linguistica più adatta.
Questo significa, quando serve:
• Valutare se usare croato, serbo, bosniaco o montenegrino
• Individuare la variante più adatta per Bosnia-Erzegovina
• Consigliare l’uso del latino o del cirillico per il serbo
• Impostare in modo coerente materiali destinati a più mercati dell’area ex
jugoslava
Quando il testo è destinato a un pubblico preciso, usare la lingua giusta nel modo giustonon è un dettaglio: è parte della qualità della comunicazione.